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Se hai coraggio, prova a sposarti!

di Mario Frongia


Le scelte che precedono il “sì”. Un puzzle e un mosaico di domande e dubbi al tempo stesso. Cin cin!

L’abito, le scarpe, il ricevimento. La lista di nozze, la chiesa, i parenti e i serpenti. Make up, giorno e ora – alcune coppie rischiano di scoppiare prima del “sì”, e spesso è una fortuna, anche sui dettagli – menù, musica (arie classiche, latino, Jovanotti, Mina e Celentano o reggaeton?), ori. Da uscirne matti. Quantomeno, provatissimi. Però, va così. Da sempre o quasi. Poi, dopo qualche anno si sorride – o si ingioia amaro: “Cavolo, c’erano anche loro! Ma come abbiamo potuto!” – nel rivedere video e foto. “È il matrimonio, bellezza”, si può dire parafrasando Humprey Bogart che parla della stampa in “Ultima minaccia”. Comunque sia, la questione, cazzeggi a parte, va affrontata. Chi ha cuore, coraggio, testa e la carta di credito che regge, ci può provare. E blindare un passaggio divertente, talvolta inebriante e indimenticabile. Altre triste e disordinato. L’addio al nubi-celibato è un insieme di trabocchetti. Come e cosa fare, con chi, banale o rivoluzionario. Ma soprattutto, dove andare ad aprire la bottiglia che separa da un mondo, e una vita, nuova? Da New York – sì, la Grande mela e non ridete: lo fanno in tanti, la sognano tutti – o da Giacomo alla Stella
di Montecristo? Intanto, cercate di schiarivi le idee su quale possa essere la stagione adatta. Estate o inverno, il discorso cambia. E di molto. La primavera, ad esempio, è il periodo cool. E da qui in poi, ecco le statistiche. Af dabili. Uno studio recente spiega che gli addii al celibato sono di un buon 20 per cento superiori a quelli in rosa.

Pare che in una esistenza media si prenda parte a quattro cin cin al maschile e tre al femminile. E chi se ne frega, direte. Andiamo avanti. Sulle mete si scopre che un italiano su due strizza l’occhio a un addio all’estero. Ed ecco Las Vegas come meta inebriante. Seguita da Londra, Ibiza, Amsterdam, Barcellona, Parigi, Tenerife e Madrid. Poi, si va a parare tra Roma e Milano. Insomma, la giusta mediazione tra storia, cultura, svago e portafoglio. Per dire, il costo medio di un viaggio fuori porta dei futuri sposi richiede un investimento di circa 800 euro se non si usa il passaporto. Ma si sale ad almeno il doppio se si cambia nazione per tre giorni. Se si sta dietro l’angolo si cena e beve dalle parti della Marina. O in uno dei numerosi agriturismi

del circondario. Prenotare un tavolo, e un giorno di ferie a rimorchio, è banale. La festa dell’addio la fanno sei italiani su dieci. Poi, c’è l’allenamento pre matrimonio. Infatti, c’è da ragionare su menu, giorno e sorprese. Per non dire degli invitati: futuri cognati, compagni d’università o del torneo di calcio amatoriale, colleghi di vecchia data e attuali, cugini e l’amico dell’ultim’ora? Divertitevi.