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Cose dell’altro mondo

di Stefania De Michele


Cose dell’altro mondo: un Papa amante di calcio e tango e un prete che scrive gioiosamente di eros

Papa Francesco, il porte’o, arriva proprio dall’altro mondo, quello che le coordinate geografiche collocano nell’emisfero australe. Il prete opera invece più vicino, nel Barigadu, ma racconta cose che per i più sono “dell’altro mondo”. Divine digressioni che mettono d’accordo anche i più tetragoni: si può fare amare Piazzolla e fare il tifo per il San Lorenzo de Almagro, storico club di football argentino, e salire al soglio pontificio; è possibile prendersi cura delle anime dei fedeli e ritagliarsi un po’ di tempo per scrivere anche del loro corpo. A farlo, e cioè ad occuparsi nel suo libro (“La gioia dell’eros. Corpo e desiderio nella Chiesa” Iris Edizioni, Oliena – 2012) non solo dello spirito ma anche di carne e sangue, è Don Giuseppe Pani, originario di Tonara, 43 anni, parroco di Villanova Truschedu, docente di teologia presso l’istituto di scienze religiose di Sassari.

Lo incontro alla presentazione del libro, nel salone parrocchiale di piazza Giovanni XXIII, a Cagliari. Nel suo clergyman Don Giuseppe ha il portamento sobrio di chi non mette enfasi formale nel ruolo. E, quando lo intervisto, mostra il sorriso aperto di chi non bara e vive la propria missione evangelica senza ombre.

Che ne sa un prete dell’eros? Al termine di una conferenza sulla teologia del corpo, una signora anziana mi ha apostrofato così: “Mi dispiace dirglielo, ma lei è un prete-sessuale”. Prete-sessuale rivela come sia ancora ben radicata la mentalità che un sacerdote non debba parlare di sessualità. Preciso subito che il celibe è una persona sessuata, che vive nella castità la sua sessualità; secondo, non in ogni materia è richiesta una peculiare esperienza al fine di poterne parlare con competenza: una persona sposata, altrimenti, non potrebbe mai pronunciarsi sul celibato dei preti !

Eros, ma anche rapporti prematrimoniali e contraccezione: tanti temi su cui la Chiesa ha mostrato, in diverse occasioni, poca apertura al dialogo… Parlare di eros e piacere a partire dagli abusi non credo sia la via giusta o opportuna. L’attenzione ossessiva agli abusi rischia di oscurare la bellezza della sessualità così come è descritta dalla sacra Scrittura. Nel saggio non parlo dunque di rapporti prematrimoniali; essi rimangono comunque un punto d’arrivo di un percorso spirituale. Per la sessualità è purtroppo tempo di crisi e devono valere, anzitutto, i concetti che regolano la convivenza umana: il divieto della violenza e il comandamento del rispetto della persona e della dignità del prossimo. E’ in questa direzione che la morale sessuale cattolica deve compiere, con determinazione, un ulteriore passo in avanti, andando al di là del fatto che certi comportamenti si vivano all’interno o all’esterno del matrimonio sacramentale.

Altro libro nel cassetto? Un saggio dedicato alle problematiche riguardanti i divorziati risposati. Pur rispettando il Magistero della Chiesa, credo che il problema non sia ancora risolto. Il vangelo ci insegna che ogni fallimento merita un riscatto